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Archivio per la categoria ‘Uncategorized’

LE PROVE DI GRUPPO

  • ANALISI FUNZIONE DOCENTE

G-AB-11-ANALISI FUNZIONE DOCENTE

  • PROBLEMI DI TANGRAM

IL TANGRAM

Gruppo_-_Tangram

LE MIE PROVE INDIVIDUALI

  • IO E LA GEOMETRIA

I-AB-02 IO E LA GEOMETRIA

 

  • IL GRANDE GEOMETRA

I-AB-03- IL GRANDE GEOMETRA

 

  • IL GENIO GEOMETRICO DELLA PORTA ACCANTO

I-AB-04-IL GENIO GEOMETRICO DELLA PORTA ACCANTO

 

  • I MIEI SPAZI

I-04-I MIEI SPAZI

  • I MIEI PERCORSI

I-05-I MIEI PERCORSI

BARZELLETTE GEOMETRICHE

Tre tizi sono seduti al bar e bevono come dannati. La discussione si sposta su chi abbia creato la donna. Il primo afferma che ella e’ opera di un artista, il secondo ribatte che e’ opera di un benefattore, il terzo conclude che e’ opera di un architetto, o meglio, di un urbanista. Gli altri due gli chiedono come mai e lui risponde: “Secondo voi chi altri avrebbe potuto progettare il parco giochi cosi’ vicino allo scarico della fogna ?!?”.

Un medico, un architetto e un avvocato stanno discutendo per stabilire quale fra le loro tre professioni sia la piu’ antica. Decidono di prendere come riferimento la Bibbia e il medico afferma: “Quando Dio estrasse la costola ad Adamo per creare Eva fece un vero e proprio intervento chirurgico, quindi e’ sicuramente la medicina la professione piu’ antica”. “Al tempo – dice l’architetto – in realta’ prima di questo Dio aveva creato il cielo, la terra e le acque. Aveva messo ordine nel caos primordiale, e questo e’ sicuramente architettura, che quindi, non essendoci prima altro che caos, e’ la professione piu’ antica.”. “Gia’ – dice l’avvocato – ma secondo voi chi aveva creato il caos?”.

Facoltà di architettura in Roma: tre studenti da una parte, il professore dall’altra e in mezzo il progetto in esame, tavole, lucidi e quant’altro. Uno degli studenti difende animatamente le sue scelte, ne parla con competenza e pare ben preparato. Il secondo studente interviene di quando in quando; il terzo fa scena muta e non interviene mai nel discorso. Al termine della discussione il professore si rivolge al primo studente: “Lei è preparato e mi piace la sua esposizione. Approvato con 28!”. Poi si rivolge al secondo studente: “Lei ha ancora qualche incertezza, ma mi pare abbastanza preparato. Approvato con 26!”. Al terzo studente: “Lei mi ha fatto scena muta, ragazzo mio! Più di 24 non posso proprio darle!!!”. E lo studente: “Ma guardi che io non debbo mica fare l’esame, sono solo venuto a vedere come andava l’appello ad un amico!!”

 SICCOME SONO UN ARCHITETTO…
– Siccome sono un architetto, le mie idee sono migliori delle tue.
– Siccome sono un architetto, ammesso che le tue idee siano buone, le mie sono sicuramente più creative.
– Siccome sono un architetto, tu non capisci un cazzo di pittura, scultura, cinema, teatro…
– Siccome sono un architetto, se vuoi sapere se la tua casa crollerà devi rivolgerti a me.
– Siccome sono un architetto, lo so benissimo se la tua casa crollerà o no, ma mi rivolgo comunque ad un ingegnere. Non son mica deficiente!
– Siccome sono un architetto, il Guggenheim di New York lo sapevo progettare anch’io, “Lui” è solo arrivato prima!
– Siccome sono un architetto, progettare il Guggenheim di Bilbao è un gioco da ragazzi, farlo è solo questione di culo!
– Siccome sono un architetto: “cosa studi?” – “Architettura a Firenze” – “Daaai, bellissimo!” …ma poi non me la da’.
– Siccome sono un architetto: “cosa studi?” – “Architettura” – “Ah, ma allora sei un creativo!” …Dio, quanto li odio!
– Siccome sono un architetto, all’università ne ho combinate di tutti i colori.
– Siccome sono un architetto, la mia colf è un geometra.
– Siccome sono un architetto, i geometri sono i migliori amici dell’uomo.
– Siccome sono un architetto e tu ingegnere, sono più simpatico di te.
– Siccome sono un architetto, cogli ingegneri si parla solo a numeri e grafici… possibilmente in bianco e nero.
– Siccome sono un architetto, per gli ingegneri il cemento armato è pane quotidiano. Si, ma ci manca la Nutella!
– Siccome sono un architetto, non sono razzista. Sono loro che sono ingegneri!
– Siccome sono un architetto, conosco almeno due lingue e 15 dialetti:quelli degli operai che vedo in cantiere.
– Siccome sono un architetto, lavoro anche 10 giorni di fila 24 ore su 24,ma poi ho diritto a 37 ore di sonno continuato e un mese e mezzo di vacanza.
– Siccome sono un architetto, quando ne incontro un altro parlo solo di architettura fino a quando fa buio, sono tutti andati via, ho una sete boia e mi scappa la pipì.
– Siccome sono un architetto, parlo di architettura anche da solo, mi rispondo, mi polemizzo e mi do del postmoderno senza più rivolgermi la parola per una settimana. Ma poi mi riappacifico quando mi leggo un articolo di Bruno Zevi.
– Siccome sono un architetto, sono abbonato a Domus, l’Arca, Lotus e Casabella, mentre tu a Brava Casa: si vede che non sei un architetto!
– Siccome sono un architetto, leggere “El Croquis” fa molto figo.
– Siccome sono un architetto, sono di sinistra. Se poi ho la sfiga d’esser di destra, mi faccio chiamare in un altro modo.
– Siccome sono un architetto, temo che i miei figli saranno architetti.
– Siccome sono un architetto, spero che i miei figli saranno architetti così risparmio sui disegnatori in studio
– Siccome sono un architetto, godo a sfruttare gli studentelli con la scusa degli stages.
– Siccome sono un architetto, ogni cosa che non ho progettato io ha qualcosa che non va.
– Siccome sono un architetto, alla prossima mostra su Kandinsky DEVI andarci con me!
– Siccome sono un architetto, Minicad, Autocad, Supercad… ma volendo so anche disegnare a mano!
– Siccome sono un architetto la mia casa e’ piu’ bella della tua.
– Siccome sono un architetto quando sbaglio un muro ci pianto davanti dei rampicanti.
– Siccome sono un architetto so fare le radici quadrate.
– Siccome sono un architetto mi fanno cagare i geometri.
– Siccome sono un architetto mi arredo anche la tenda in campeggio.
– Siccome sono un architetto al posto del cavallo dei pantaloni ho una volta a botte.
– Siccome sono un architetto mi vesto come un travestito anni ’70.
– Siccome sono un architetto non disegno strade ma “curo l’arredo urbano”.
– Siccome sono un architetto non mangio come un maiale (come effettivamente faccio), ma sto facendo uno spuntino.
– Siccome sono un architetto, il cliente ha sempre ragione quando non vuol fare l’architetto.
– Siccome sono un architetto, le donne mi chiedono sempre consigli sul colore delle scarpe da mettere. Mai su quello della lingerie!
– Siccome sono un architetto, le donne mi si squagliano ai piedi quando scarabocchio qualcosa su un kleenex.
– Siccome sono un architetto, passo tutto il giorno a scarabocchiare qualcosa sui kleenex.
– Siccome sono un architetto, anticipo sempre i tempi… Ad esempio, so che fra un minuto mi manderai affanQlo!

L’ARCHITETTO e’ un uomo che possiede alcune nozioni su un gran numero di argomenti e che a poco a poco possiede sempre meno nozioni su un maggior numero di argomenti fino a quando non sa praticamente piu’ niente a proposito di tutto. L’INGEGNERE e’ un uomo che ha molte nozioni su un numero limitato di argomenti e che a poco a poco possiede sempre piu’ nozioni su un numero sempre minore di argomenti fino a quando sa praticamente tutto a proposito di niente. Per fortuna ci sono i GEOLOGI che, non sapendo niente fin dall’inizio, non si devono preoccupare di avere alcuna nozione su qualcosa.

I PERCORSI E I MEZZI DI TRASPORTO

LO SPAZIO IN CUI VIVIAMO E COME LO PERCEPIAMO

Anche in relazione a tale tema ho trovato moltissimo materiale interessante che allego qui di seguito:

  • Percezione e rappresentazione: un percorso didattico tra Geometria, Fisica e Arte

In questo lavoro si illustrano la struttura e le componenti principali di un percorso didattico relativo al problema della rappresentazione prospettica della realtà e alle sue connessioni con l’ottica geometrica, la percezione visiva e la geometria proiettiva. Il problema è affrontato in un’ottica interdisciplinare integrando i punti di vista delle discipline (Matematica, Fisica e Arte) che hanno avuto un ruolo significativo nello sviluppo storico dell’argomento. I criteri che hanno ispirato la proposta rappresentano il tentativo di coniugare la necessità di attivare un adeguato livello di motivazione negli allievi con approcci didattici innovativi ispirati ai risultati della ricerca educativa. A tal fine si è predisposto un ambiente didattico caratterizzato da un’accurata integrazione tra aspetti culturali, analisi fenomenologica, modellizzazione ed uso delle tecnologie informatiche.

Percezione e rappresentazione-un percorso didattico tra Geometria

  • Ma cos’è la realtà?

COSA E’ LA REALTA’

  • Percezione della realtà

PERCEZIONE DELLA REALTA’

PERCEZIONE

  • Esperienze
  1. Analisi di un’esperienza con un soggetto disgrafico, di Maria Clara Ferraro.

Analisi di un esperienza con un soggetto disgrafico

2.  Percorsi nel percorso: dall’immaginario alla realtà e ritorno.

PERCORSI NEL PERCORSO

3.  Toccare per vedere: l’apprendimento della geometria con gli occhi e con le mani.

TOCCARE PER VEDERE.

 

UNA CURIOSA INIZIATIVA: Imparare la geometria sulle sfere

Alessandro Gambini, docente a contratto di Economia Università di Bologna, da alcuni anni ha una una società di formazione (ForMATH http://www.formath.it) con Elena Franchini anche lei docente a contratto presso Università di Bologna, ma al dipartimento di Ingegneria. Nel corso dei laboratori che terranno nel corso della Notte dei Ricercatori all’interno di Palazzo Poggi a Bologna, i due studiosi faranno scoprire a giovani e adulti che non c’è un solo modo di imparare la geometria che il foglio di carta con i quadratini non è l’unico posto su cui si possono disegnare triangoli, rette e poligoni.

Come possiamo presentare l’appuntamento che curerete a Palazzo Poggi?

Si tratta in particolare di tre incontri: il primo è dedicato ai ragazzi della scuola primaria, il secondo è per i ragazzi della scuola secondaria, e l’ultimo per gli insegnanti. In particolare i contenuti dei primi due sono simili; per tutti e tre useremo queste sfere dette ‘sfere di Lènàrt’ su cui è possibile disegnare con i pennarelli. L’obiettivo è proporre un modo nuovo di fare geometria, diverso dalla cosidetta ‘geometria piana’ che si pratica “sul foglio”; vogliamo che le persone possano essere consapevoli che ci sono diversi modi di ‘intendere’ ed imparare la geometria, e lo vogliamo fare attraverso l’impiego di queste sfere su cui i ragazzi e gli utenti possono disegnare e poi sviluppare l’interpretazione dei concetti base della geometria, tramite l’introduzione di elementi tipici di questa tipologia, detta ‘geometria sferica’, che privilegia la descrizione e l’interpretazione rispetto all’apprendimento mnemonico.
Con gli insegnanti il lavoro prevederà anche una parte dedicata alle metodologie didattiche specifiche per questa tipologia di geometria.

Il laboratorio sarà curato da lei e dalla d.ssa Franchini, come operate attualmente?

Circa quattro anni fa abbiamo fondato ForMATH, una società di formazione che opera per diffondere nuove modalità di didattica della matematica all’interno di scuole, mostre e festival. Attualmente svolgiamo anche attività di docenza come professori a contratto presso l’Università di Bologna, ma ad oggi svolgiamo attività di ricerca in maniera autonoma.
In particolare abbiamo conosciuto le Sfere di Lènàrt solo l’anno scorso, in occasione di una mia visita in Ungheria nell’ambito del programma Erasmus per Giovani Imprenditori, presso il Professor Lénárt dell’ Eötvös Loránd University il quale mi ha mostrato come si possono impiegare questi strumenti per praticare con successo un’innovativa modalità di didattica della matematica, e in particolare ho potuto accompagnarlo in visite in diverse scuole del paese e ho potuto verificare direttamente come le sfere possono essere impiegate con i ragazzi e gli insegnanti.

Qual è il valore di questo apprendimento nell’età dello sviluppo? E’ una nuova disciplina?

Non si tratta di imparare una nuova geometria. Imparare i concetti della geometria sferica – ovvero ‘che cos’è un segmento o una figura sulla sfera’, ‘come si calcolano le distanze’, ‘cos’è l’equivalente di una retta sulla sfera’ –  può aiutare i ragazzi ad assimilare meglio i teoremi della geometria piana. Il fatto che loro possano portare gli assiomi della geometria piana sulla sfera li fa rendere conto che devono comprendere il significato degli stessi e non impararli a memoria.
Nel corso delle lezioni che abbiamo svolto abbiamo potuto verificare un’attitudine maggiormente proattiva ed interpretativa nell’impiego degli assiomi geometrici rispetto ad altri utenti che non hanno impiegato questo strumento. Ci tengo a ribadire che non si tratta di imparare un’altra geometria, ma di imparare meglio la geometria piana, e questo è particolarmente vero per i bambini di 7/8 anni, perché con i ragazzi che hanno terminato la scuola primaria o la secondaria si ritrova una maggiore resistenza, questo è dovuto al fatto che la didattica curriculare, quella  ordinaria li ha abituati a seguire schemi logici definiti e li può rendere poco elastici nel ragionamento, cosa che invece è più facile con i bambini della scuola primaria, proprio perché sono più disponibili a basare l’apprendimento sull’esperienza, che in questo caso è permessa dall’uso delle sfere.

Ci può fare un esempio del tipo di risultati del corso?

Nel test finale che svolgiamo di solito è prevista la domanda ‘Che cos’è un poligono regolare?’, in questi mesi abbiamo rilevato che la stessa domanda posta a bambini e ragazzi che non avevano svolto il corso la risposta è solitamente ‘Una figura piana con tutti i lati uguali‘, mentre invece coloro che lo hanno frequentato davano la stessa risposta ma omettendo l’aggettivo ‘piana’. questo è dovuto al fatto che il concetto di poligono regolare è indipendente dal tipo di superficie, ed è tale (ovvero ‘regolare’ ndr) non solo su quella piana. Più in generale si ritiene quindi che questo approccio possa aiutare sostanzialmente i ragazzi ad arricchire la propria esperienza della geometria e della matematica.

E’ LA GEOMETRIA L’INCUBO PER I BAMBINI DELLE ELEMENTARI

Uno su due ha problemi con “spazio e figure”

Secondo l’ultima rilevazione Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) ) sugli apprendimenti i bambini delle elementari hanno dei problemi soprattutto in geometria mentre sono più bravi in italiano.

L’indagine, relativa al passato anno scolastico, sonda le conoscenze in seconda e quinta elementare di italiano e matematica in oltre un migliaio di scuole campione sparse in tutta Italia.
Gli alunni delle seconde mediamente hanno risposto in modo corretto al 65% dei quesiti di italiano e al 54,9% delle prove di matematica ma è soprattutto quando hanno dovuto risolvere i quesiti concernenti “spazio e figure” che sono andati in tilt: la percentuale di risposte corrette si è infatti fermata al 46,3%.

L’indagine mostra che nella classe seconda della primaria i risultati degli studenti delle diverse aree del Paese sono piuttosto uniformi, con l’unica rilevante eccezione dei risultati in italiano degli alunni del Sud che mostrano una differenza negativa di quasi sei punti percentuali. Al contrario per la matematica la quota delle “2eccellenze” tra i bambini meridionali è più elevata che nel resto del Paese: 10,6%, 7,5% e 7% rispettivamente nel Sud, nel Nord e nel Centro.

In quinta elementare i risultati degli alunni delle diverse aree del Paese sono meno uniformi di quanto osservato in seconda. Restano gli ampi divari negli apprendimenti di italiano, anche se di minore entità rispetto alla classe seconda: lo svantaggio statisticamente significativo del Sud è di circa due punti percentuali rispetto al resto del Paese. Al contrario, per la matematica, l’articolazione geografica dei risultati mostra rilevanti differenze di punteggio fra le tre macro-aree.

In sostanza – rileva l’Invalsi – sembra profilarsi un progressivo distacco degli apprendimenti dei ragazzi frequentanti lescuole del Centro da quelli del Nord e si conferma il più basso livello degli apprendimenti dei ragazzi frequentanti le scuole del Sud. Non solo. Dalla ricerca emerge pure che nel Meridione esistono forti differenze nei livelli di apprendimento dei ragazzi da scuola a scuola e queste differenze si amplificano per la matematica e nella classe quinta.

LA STAMPA.IT SCUOLA
3/02/2010

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